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Le prospettive dell’OMS per il futuro della Salute Mentale Globale

La dottoressa Dévora Kestel, Direttore dell’OMS di Ginevra – Salute Mentale e Abuso di Sostanze, si è espressa l’altro ieri a Trieste in una conferenza su “Le prospettive dell’OMS per il futuro della Salute Mentale Globale”. L’evento è stato organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale (DSM) di Trieste, Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Ricerca e la Formazione.

“La situazione della salute mentale nel mondo non è affatto buona. Le malattie mentali e neurologiche sono infatti in aumento, così come cresce l’uso di sostanze.

Ma guarda un po’, le “malattie mentali” sono in aumento. L’uso di sostanze pure.

Al primo posto nella classifica delle problematiche legate alla salute mentale globale c’è la depressione, che non conosce distinzioni di tipo socioeconomico, perché colpisce indistintamente tutti.

Non conosce “distinzioni” di tipo socio-economico perché l’impoverimento, la mercificazione delle coscienze avviene nel “povero”, con le difficoltà, con l’esclusione, l’oggettivazione e  l’emarginazione, e nel “ricco”, con l’inedia, il vuoto, perché apparire non è essere.

C’è poi un abbassamento dell’età in cui si presentano questi disturbi, così come si abbassa l’età dei suicidi”.

Ma guarda un po’, si abbassa pure l’età dei suicidi.

Si tratterà senz’altro di un'”epidemia”, mamma Psichiatria troverà la cura. Inventeranno un vaccino contro l’infelicità, ma faranno prima a crearne una contro la felicità, così la faremo per sempre finita con questa faccenda della possibilità di  autodeterminarci ed essere felici.

Come dichiarato dall’OMS, la Salute Mentale è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non solo semplice assenza di malattia o di infermità.

Super “conferenze”, super “curriculum”, super paroloni per continuare a raccontarcela.

La Salute Mentale, come altri aspetti della salute, può essere influenzata da tutta una serie di fattori socio-economici sui quali è necessario agire attraverso strategie di promozione, prevenzione, trattamento e recovery in un approccio di government globale (Piano d’azione per la Salute Mentale 2013-2020, OMS).

Tanto “globale” che hanno diviso la figura educativa in una “sociale” e una “sanitaria”.  Tanto “globale” che si sta tecnicizzando, medicalizzando, parcellizzando e oggettivando il disagio psichico e sociale senza che nessuno batta ciglio.

Per non parlare delle realtà “lavorative”, l’oggettivazione dell'”utente” anticipa quella dell'”operatore”, espropriato dell’immaginazione, piegato dall’istituzione, senza nessuna libertà e possibilità operativa, avvilito, frustrato, sottopagato e la maggior parte delle volte precario. 

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https://www.triesteprima.it/partner/asuits/le-prospettive-dell-oms-per-il-futuro-della-salute-mentale-globale.html

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/02/14/omsaumentano-malattie-mentali-nel-mondo_55031998-fc25-40ca-8270-80ea6f3e8d4a.html