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Nos Robaron las Noches – Documentario

« Nos Robaron las Noches »
« Ci hanno rubato le nostre notti »

Documentario autoprodotto a cura del collettivo anti-carcerario les trois passants, realizzato in Messico nell’ottobre del 2016 assieme a 11 donne messicane, ex-prigioniere, madri, compagne, figlie di prigionieri-e.

«In questo documentario girato in Messico, undici donne testimoniano come e in che modo la prigione si impossessa della loro vita : discriminazione sistematica, ruoli assegnati, appropiazione dei corpi..… Parlano del loro vissuto, delle loro lotte e di come sono arrivate ad avere una posizione anti-carceraria. »

Un documentario collettivo

La sua realizzazione è stata resa possibile grazie alla complicità delle madri, compagne, donne solidali, figlie di prigionieri-e e delle ex-prigioniere, e alla partecipazione della Voce degli Zapotechi Xiche in prigione a Oaxaca, del gruppo di lavoro « Non siamo tutti e tutte là » del Chiapas, della Croce Nera Anarchica di Città del Messico e del gruppo I Tre Passanti di Tolosa.

Le donne che intervengono in questo documentario non per forza erano organizzate prima di confrontarsi con il sistema carcerario. Ed è proprio nel confrontarsi con la prigione, andando a trovare i propri cari, vivendo lo sfinimento che implicano le visite, il pregiudizio della società, della famiglia, del coniuge o dei vicini, le lunghe attese, i controlli e le ispezioni corporali, gli interminabili viaggi di andata e ritorno, le spese sistematiche ed elevate, la perdita della propria vita privata, dei propri sogni e progetti, del proprio lavoro, è nello scontrarsi violentemente con tutto questo universo che la prigione comporta che queste donne hanno cominciato ad organizzarsi, a portare avanti diverse lotte individuali e collettive.

C’è ancora molto da fare, ma questo documentario ha permesso che in diversi spazi e luoghi (in Messico e in Francia) si svolgessero degli incontri, che delle donne, che si confrontano con la realtà della prigione, potessero parlare apertamente, francamente, senza paura di essere additate, perché anche se è dura dirselo, i rapporti di dominazione e di stigmatizzazione sono comuni anche tra i compagni di lotta e cambiare questi rapporti non è per niente ovvio. Ed è per questo che bisogna parlarne insieme per ascoltarsi e cercare di cambiare dalle fondamenta la natura di queste relazioni. La costruzione di relazioni solidali continua certo con delle difficoltà, ma anche con una grande crescita collettiva e personale, e soprattutto permette la creazione di piccole reti, di begli incontri, di confronti e di scambi qui e altrove.

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